Rebelot, il fratellino del Pont de Ferr

Un posto un po’ bistrot, un po’ tapas e cocktail bar che propone piccoli piatti di alta cucina, vini e cocktails di qualità: questo è in poche parole il Rebelot, il fratello minore del Pont de Ferr, storico locale milanese (nato nel 1986), che ha fatto della reinterpretazione di cibi e gusti la sua bandiera.

Il Rebelot è fatto dalle persone che ci lavorano e dai clienti: scena e retroscena si mescolano in un’ atmosfera di grande passione. Le pietanze, se si desidera, possono essere abbinate ai cocktails elaborati da Oscar Quagliarini .

L’ambiente del Rebelot è caldo ed accogliente: molto legno, ferro, mattoncini e vetro sono i materiali utilizzati per arredare il locale che risulta decisamente vivace e, come dice il nome stesso, chiassoso ma allo stesso tempo curato nei dettagli, a cominciare dalla variegata proposta gastronomica di sorprendente qualità.

 

Abbiamo incontrato Alberto Cirla, proprietario, insieme a Maida Mercuri, del locale.

Ecco come ha risposto alle nostre domande…

 

  • Di che colore è il tuo locale e perché?

Lo vedo blu, come i divanetti che ci sono e, soprattutto perché per me il blu è un colore rilassante che trasmette serenità.

  • Quali sono i tre aggettivi che identificano il tuo locale e perché?

Creativo, confusionario, di condivisione.

Creativo perché per noi la tradizione è solo un punto iniziale, da cui, poi, partiamo per affrontare nuove sfide.

Confusionario perché sia le persone che ci lavorano, sia i piatti proposti hanno origini e tradizioni diverse. Il risultato è un mix perfetto di culture differenti, che fanno del Rebelot un locale internazionale.

Di condivisione perchè il locale è aperto, la cucina si affaccia sulla sala: clienti e staff condividono tutto. Perché il Rebelot è fatto dalle persone che ci lavorano e da quelle che ci vengono a trovare. Chef e barman lavorano e parlano dalla cucina e dal bancone, in luoghi aperti, senza filtri né barriere, per vivere insieme ogni momento ed ogni emozione con grande passione.

  • Innovazione e tradizione: eterna rivalità o perfetto connubio? Da che parte stai?

Tradizione ed innovazione devono per forza coesistere. La tradizione è come una pietra: se cerchi di sollevarla può risultare molto pesante ma, se ci sali sopra, ti dà la possibilità di vedere oltre e quindi di aprirti all’innovazione.

  • Come costruisci il menu? Il tuo percorso dalla selezione delle materie prime alla ideazione dei piatti

Partiamo dalla ricerca di materie prime principalmente italiane, stagionali e di alta qualità. Le ricette che proponiamo sono originali, con l’obiettivo di esaltare il sapore di ciascun ingrediente, creando un piatto che risulti armonioso e gustoso, che soddisfi ed incuriosisca al tempo stesso.

Partiamo quindi dalla tradizione, dalle basi della cucina classica per fare un viaggio gastronomico piacevole e divertente, fuori dai soliti schemi (niente pasta o riso) e dalla sequenza antipasto-primo-secondo.

Ogni piatto, proposto come assaggio, prevede che gli ingredienti siano combinati fra loro, con accostamenti giudiziosi, per creare un insieme gradevole, fresco, stimolante. Tutte le componenti del sapore (salato, dolce, acido e amaro) devono essere percepibili e bilanciarsi armoniosamente fra loro.

I menu proposti sono due: uno di “Piattini” e l’altro “Gastronomico”.

Il primo è costituito da circa otto piattini che cambiano stagionalmente, mentre quello gastronomico, con porzioni più abbondanti, cambia al massimo ogni due mesi. Al Rebelot la cucina rimane aperta fino all’una di notte, non ci sono buffet o happy hour e non si beve caffè.

  • Intolleranze e stili alimentari alternativi. Nel vostro menu c’è posto per gluten free, veg?

Vegetariani e celiaci riusciamo ad accontentarli, vegani no.

  • Carta dei Vini: preferisci un viaggio nel mondo o una selezione di produzioni vitivinicole nostrane?

Abbiamo 15 vini al calice. Grazie all’utilizzo del Coravin, riusciamo a proporre anche vini di grandi annate e di notevole pregio.

  • La Carta delle Birre: una new entry che sta diventando importante. Qual è il tuo rapporto?

Abbiamo solo 4 birre artigianali, di origine belga.

  • L’importanza dell’accoglienza. Cosa ne pensi e come ti sei organizzato?

L’accoglienza è fondamentale. Bisogna far sentire l’ospite come a casa sua o come a casa di un amico. Il Rebelot vuole essere un locale informale in cui il cliente viene coinvolto e partecipa a tutto quello che accade.

  • Doggy Bag: un’usanza che in Italia fa fatica ad affermarsi, ma che risolverebbe molti problemi di spreco e non costringerebbe i clienti a rinunciare ad un piatto o ad una bottiglia di vino per il timore di non terminarli. Qual è il tuo pensiero al riguardo?

Siamo favorevoli all’iniziativa, sia per il vino che per il cibo ed abbiamo molti clienti che ce la chiedono.

  • Sprechi e sostenibilità. Il tuo locale è eco-friendly?

Assolutamente sì, abbiamo molto rispetto per l’ambiente e cerchiamo di ridurre al minimo gli sprechi.

  • Take away: il food delivery è in continua crescita. Vi siete attrezzati in questo senso?

Non siamo organizzati per questo tipo di servizio.

  • Chi sono i tuoi clienti e quali mezzi di comunicazione e promozione utilizzi per promuovere il tuo locale?

Abbiamo una clientela molto giovane, anche se al Rebelot non è l’età che conta ma, soprattutto, la curiosità e la voglia di vivere esperienze nuove. Vengono infatti molto stranieri che sono più curiosi e più aperti a nuove iniziative, rispetto agli italiani.

Per la promozione della nostra realtà ci avvaliamo dei social e abbiamo sempre avuto un grande aiuto dai Blogger che sono venuti spesso a trovarci, per conoscere un locale innovativo.

 

 CURIOSITA’ E CHICCHE

 Al Rebelot è possibile bere al calice anche prestigiose etichette di grandi annate.

Grazie al sistema di “spillatura” del vino Coravin 1000, è possibile degustare vini anche pregiatissimi e di vecchie annate, senza togliere il tappo bensì “forandolo”.

A differenza dei sistemi di conservazione, che non possono prescindere dalla rimozione del tappo, permettendo l’ingresso dell’ossigeno nella bottiglia, il sistema Coravin lascia la bottiglia perfettamente tappata, protegge il vino rimanente e consente di mescere dalla stessa bottiglia anche settimane o mesi più tardi.

Carta dei cocktails – Gli shottini abbinati ai piatti

Oltre ai vini ed ai drink classici, Rebelot del Pont offre un’esclusiva selezione di drink creata da Oscar Quagliarini, uno dei migliori baristi europei, inserito nella lista dei Top World Bartender.

Abbinare dei piatti a dei cocktails non è semplice però, l’importante, è realizzare un drink che abbia un link con il piatto.

Solitamente il barman propone un drink per ogni due portate e con una gradazione alcolica pari o leggermente superiore a quella di un vino, proprio per non ubriacare, né sfalsare troppo il palato; quindi drink soft, che non abbiano sapori troppo invasivi.

Se non si è troppo conservatori, se si riesce a rinunciare al vino e se si è predisposti alla sorpresa (i cocktails sono a scelta del barman che li decide dopo aver consultato lo chef), questa è l’occasione per sperimentare qualcosa di esclusivo e difficilmente ritrovabile in altri locali.

Atmosfera

Chi entra al Rebelot dovrebbe spegnere il cellulare, fare attenzione alle persone che lo circondano, e condividere con queste una serata spensierata, un’ esperienza innovativa, fatta di buon cibo, di ottimo vino e di cocktails innovativi.

(Intervista curata da Susanna Amerigo)

 

REBELOT

Ripa di Porta Ticinese, 55

Telefono: 02.84194720

Email:  rebelotdelpont@gmail.com

www.rebelotdelpont.com

Max
Milanese, classe 1970, amante del buon vino e del buon cibo da sempre e con la fortuna di nascere sotto la buona stella di Civiltà del bere. Esageratamente curioso, soprattutto nel bicchiere e nel piatto, tanto da meritarsi il soprannome deMaxiado. Gourmet per vocazione!

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