La cucina del toro, tradizione italiana a un passo dal Castello

Aperto nel Maggio 2011, il ristorante Cucina del Toro nasce dalla pluriennale esperienza dei gestori del ristorante La Brisa – Antonio Facciolo e Piero Maranghi – e dalla creatività dello chef Giandomenico Melandri.

L’ambiente, realizzato dall’architetto Diego Marelli, ricrea le atmosfere suggestive degli storici locali del Bel Paese ed è curato nei minimi dettagli, con tanto di lampade in porcellana e graniglia sul pavimento.

La sala principale, con 45 posti a sedere, è affiancata da un’accogliente e riservata saletta, adatta ad ogni tipo di festa od evento privato.

 

Abbiamo incontrato, Francisca Saez, responsabile della Trattoria.

Ecco come ha risposto alle nostre domande…

 

  • Di che colore è il tuo locale e perché?

Verde come il colore delle pareti del locale e come uno dei colori predominanti nei nostri piatti.

  • Quali sono i tre aggettivi che identificano il tuo locale e perché?

Semplice, tradizionale, accogliente.

Semplice per l’ambiente, caldo, raffinato ma non sfarzoso.

Tradizionale per il tipo di cucina che si rifà alla tradizione culinaria del nostro paese, con un’attenzione particolare al carattere ed al gusto popolare.

Accogliente per l’atmosfera che si respira e per le attenzioni che cerchiamo di riservare ai nostri clienti.

  • Innovazione e tradizione: eterna rivalità o perfetto connubio? Da che parte stai?

Connubio perfetto. I nostri piatti si rifanno tantissimo alla tradizione italiana, a cui siamo molto legati anche per l’esperienza precedente alla Brisa. Tuttavia lo Chef Melandri cerca sempre di personalizzare i suoi piatti con un pizzico di innovazione, in modo da renderli più attuali ed adatti alla clientela di oggi.

  • Come costruisci il menu? Il tuo percorso dalla selezione delle materie prime alla ideazione dei piatti

Lo Chef Melandri crea il menu con i prodotti della stagione e con una estrema attenzione alla materia prima che deve essere di ottima qualità.

Abbiamo in menu sempre dei piatti fissi, come i nervetti ed il prosciutto di toro, che abbiniamo a contorni diversi, in base alla stagione.

A pranzo proponiamo anche dei piatti più veloci, che riportiamo su una lavagnetta, e che comunque sono disponibili anche a cena.

I piatti del giorno cambiano ciclicamente, mentre il menu cambia con le stagioni.

  • Intolleranze e stili alimentari alternativi. Nel vostro menu c’è posto per gluten free, veg?

Non abbiamo molti piatti per vegetariani e gluten free, ma riusciamo comunque ad accontentare i nostri clienti.

  • Carta dei Vini: preferisci un viaggio nel mondo o una selezione di produzioni vitivinicole nostrane?

In Carta abbiamo l’80% di etichette italiane, anche di piccoli produttori, con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Abbiamo anche bottiglie più importanti, qualche referenza spagnola e qualche Champagne di nicchia.

  • La Carta delle Birre: una new entry che sta diventando importante. Qual è il tuo rapporto?

Ho qualche birra di produttori artigianali e la birra Moretti.

  • L’importanza dell’accoglienza. Cosa ne pensi e come ti sei organizzato?

L’accoglienza è determinante per il successo di un locale. Soprattutto in un ristorante come il nostro è fondamentale il contatto con il pubblico. La cucina ha la sua importanza ma, più di questa, è l’accoglienza a conquistare e a fidelizzare i clienti.

  • Doggy Bag: un’usanza che in Italia fa fatica ad affermarsi, ma che risolverebbe molti problemi di spreco e non costringerebbe i clienti a rinunciare ad un piatto o ad una bottiglia di vino per il timore di non terminarli. Qual è il tuo pensiero al riguardo?

Siamo favorevoli all’iniziativa, sia per il vino che per il cibo, anche se i clienti non sono ancora abituati a richiederla.

  • Sprechi e sostenibilità. Il tuo locale è eco-friendly?

Assolutamente sì.

  • Take away: il food delivery è in continua crescita. Vi siete attrezzati in questo senso?

Non siamo organizzati per questo tipo di servizio.

  • Chi sono i tuoi clienti e quali mezzi di comunicazione e promozione utilizzi per promuovere il tuo locale?

La nostra clientela è molto eterogenea e tutta di buon livello.

A pranzo per l’80% sono professionisti che lavorano in zona.

La sera la clientela è molto varia, anche come età. Abbiamo molti turisti che siamo persino riusciti a fidelizzare.

C’è per esempio una famiglia americana che viene ogni anno in Italia e che, passando da Milano sia all’arrivo che alla partenza, viene a mangiare sempre da noi.

 

 CURIOSITA’ E CHICCHE

 “La cucina del Toro”: perché questo nome?

Il nome è stato scelto perché uno dei soci è del segno del Toro e l’altro ha una grande passione per il toro, tanto da organizzare un’ esposizione di quadri raffiguranti teste di tori.

La scelta del nome non identifica perciò il tipo di cucina, che non è infatti legata essenzialmente alla carne o alla tradizione spagnola, ma piuttosto a quella italiana.

L’unico piatto che richiama il nome è il prosciutto di toro che abbiamo sempre tra gli antipasti e che proponiamo con contorni diversi in base alle stagioni.

La cucina del toro2

(Intervista curata da Susanna Amerigo)

 

LA CUCINA DEL TORO

Via Camperio, 15

Telefono: 02.875107


Email:
info@cucinadeltoro.com

www.ristorantelabrisa.it/cucina-del-toro/

Max

Milanese, classe 1970, amante del buon vino e del buon cibo da sempre e con la fortuna di nascere sotto la buona stella di Civiltà del bere. Esageratamente curioso, soprattutto nel bicchiere e nel piatto, tanto da meritarsi il soprannome deMaxiado. Gourmet per vocazione!

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